Malattie delle palpebre

Contenuto medico scritto e rivisto dal dott. Miguel Rechichi, MD PhD, oculista e chirurgo oftalmico · Aggiornato il 27 ottobre 2026

Blefarite, orzaioli ricorrenti, calazio, palpebra cadente e palpebra che «batte»: quando sono disturbi banali e quando vanno indagati.

Blefarite

Infiammazione del bordo delle palpebre con crosticine sulle ciglia, bruciore, prurito e sensazione di sabbia. Spesso dipende dal cattivo funzionamento delle ghiandole che producono lo strato oleoso delle lacrime. Si cura con l'igiene palpebrale e, secondo il caso, altri trattamenti; tende a ripresentarsi, quindi va seguita nel tempo.

Orzaiolo

Una ghiandola della palpebra si infiamma o si infetta e forma un nodulo rosso, gonfio e doloroso. Se torna spesso si cercano le cause, come blefarite e disfunzione ghiandolare. Non va spremuto né bucato.

Calazio

Una ghiandola ostruita forma un nodulo poco o per nulla doloroso che può durare settimane o mesi. Se non si riassorbe, cresce, ritorna o cambia aspetto va visitato. Quando non si riassorbe si rimuove in ambulatorio, con una piccola incisione e curettage.

Palpebra cadente (ptosi)

Può dipendere dall'età, dai muscoli, dai nervi o da malattie come la miastenia, e se marcata riduce il campo visivo. In questi casi si valuta la correzione chirurgica. Una palpebra che cala all'improvviso, con visione doppia o pupille diverse, richiede una valutazione urgente.

Palpebra che «batte» (miochimia)

Di solito è innocua e legata a stanchezza, stress, caffeina o poco sonno. Va indagata se dura settimane, coinvolge il viso o si accompagna a disturbi visivi.